La festa di San Nicola all'Epomeo

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dal 2009-12-06 al 2009-12-06
Ischia, Campania
Via Baiola 215
80075 , NA
Prezzo: 0 EUR

Autore: Hotel carlo magno ischia

Regione: Campania



Il 6 dicembre si celebra la festa a “più alta quota” dell’isola d'Ischia: San Nicola. La chiesetta dedicata al culto del Santo si trova infatti sulla vetta dell'Epomeo, la cima di quasi 800 metri che domina l’intera isola.



La piccola chiesa di San Nicola venne fondata nel XVIII secolo; la storia narra che il Capitano del Castello di Ischia, Giuseppe D'Argouth, scampato alla morte in battaglia dopo aver chiesto l'aiuto di San Nicola, abbia realizzato al santo la chiesa, ed abbia costruito l’eremo per ritirarsi a vita monastica. La festa di San Nicola al Monte ha un sapore antico, perché è anche un piccolo pellegrinaggio, dal momento che per giungere alla chiesetta bisogna salire a piedi fin sopra la cima. I fedeli cominciano l’ascesa alle prime ore delle mattina: le donne portano le pietanze: salsicce crude da far sfrigolare sulla brace e polpette al sugo, sacchi pieni di pane, “friarielli”, formaggi; i contadini portano il vino. Un ossequio al santo e poi via a preparare il sagrato per il pranzo. La messa viene celebrata a metà mattinata, la gente è tanta che a malapena entra nella piccola chiesetta, molti seguono la funzione da fuori. La celebrazione religiosa culmina con una processione montana: la statua coloratissima del santo viene portata per i sentieri dell’Epomeo, una tappa nelle zone più alte permetterà alla benedizione del santo di estendersi su tutti i campi dell’isola. E il momento è quello giusto: l’inverno è alle porte, le piantine, i pomidoro, l’albicocco, il ciliegio, le viti dovranno superare il freddo per sbocciare rigogliose in primavera ed in estate: con l’aiuto di San Nicola tutto andrà liscio! Si torna in chiesa, la statua torna al suo posto. La preghiera lascia il posto alla festa dei sensi: l’aroma delle salsicce supera quello di incenso, da ore sfrigolano sulla brace ed un odore fortissimo si espande per l’Epomeo, è un richiamo alla tavola. Che ci sia il sole o le nuvole, fa freddo qui in cima: vino e caldarroste ci riscalderanno per bene. La montagna risuona di voci e colori tipici: accade solo una volta all’anno, poi tutto torna in un silenzio irreale, il silenzio dei luoghi distanti dalla vita degli uomini. Solo San Nicola nel buio della chiesa che ha chiuso i pesanti battenti, continua a vegliare sulla montagna.




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